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La casa rigenerativa, oltre l’estetica

Da Chesa Acqua a Can Terra: il principio da cui nasce ogni casa Amahia, prima dell’estetica e del progetto.

Interno alpino in legno scuro, poltrona in lino chiaro e una grande finestra affacciata sulla valle.

Gli elementi

  • Luce
  • Legno
  • Pietra
  • Acqua
  • Tempo

A Chesa Acqua, in alta Engadina, il calore della sauna finlandese e il profumo degli oli essenziali nel bagno turco fanno parte dell’esperienza della casa. Non è soltanto decoro. È una delle espressioni di un'idea che portiamo avanti da quando Amahia è nata: uno spazio abitativo non dovrebbe limitarsi a ospitarti. Dovrebbe aiutarti a rallentare, ritrovare il tuo ritmo e sentirti a tuo agio.

Lo chiamiamo regenerative hospitality. Non è un'etichetta di marketing applicata a posteriori su ville già progettate secondo i canoni soliti del lusso alpino o mediterraneo. È il principio da cui siamo partiti, prima ancora di scegliere un terreno o firmare un progetto architettonico.

Il metodo prima dell'estetica

Ogni casa Amahia nasce dall'incrocio di tre discipline che raramente convivono nello stesso progetto, e che noi abbiamo scelto di far lavorare insieme fin dal primo schizzo. La biogeometria è uno dei riferimenti del nostro approccio a forme, volumi, aperture e percorsi interni. Nei materiali integriamo inoltre Magma13, un materiale sviluppato internamente: una scelta che appartiene alla nostra ricerca progettuale sul comfort degli ambienti, senza attribuirle effetti terapeutici o benefici clinici dimostrati. E poi c'è la saggezza architettonica antica, quella che per secoli ha insegnato a leggere il flusso di una casa prima ancora che esistesse la parola "wellness design".

Il risultato non è un hotel con una bella spa in più. È un ambiente pensato per offrire tempo, quiete e spazio a chi lo abita.

Chesa Acqua: il primo rifugio

La prima casa del gruppo nasce in Engadina, affacciata sulla vallata, circondata da boschi che in inverno si coprono di neve e in estate restituiscono la luce lunga delle sere svizzere. Ogni ambiente interno, dalle camere rivestite in legno massello alle pareti decorate con paesaggi di pini dipinti a mano, è stato costruito per restituire la stessa sensazione di radicamento che offre la montagna fuori dalla finestra.

Non è un rifugio nel senso romantico del termine, quello della baita isolata dove ci si limita a sopravvivere all'inverno. È una casa pensata per favorire una sensazione di equilibrio, prima ancora che per stupire. Il legno è stato scelto per il suo carattere, la sua consistenza e il legame con il paesaggio: qualità che, nella nostra idea di casa, contribuiscono a una sensazione di familiarità. La luce che entra dalle vetrate segue lo stesso principio: non illumina soltanto, orienta. Ogni stanza di Chesa Acqua è stata pensata partendo da una domanda sola, se quello spazio aiuti chi lo vive a ritrovare qualcosa, non solo a riposarsi.

Can Terra: la stessa idea, sotto un altro sole

Nel 2027 la famiglia Amahia si allarga in Spagna, con Can Terra. Stessa radice filosofica, contesto completamente diverso: non più il legno e la pietra alpina, ma la luce mediterranea e la vegetazione dell'isola. È una scelta deliberata. Volevamo portare la stessa attenzione alla casa in un paesaggio diverso, adattandola alla luce, ai materiali e al ritmo del luogo.

Don't rent. Regenerate.

È la frase che apre ogni presentazione di Amahia, ed è anche l'unica vera sintesi di quello che facciamo. Affittare una casa di lusso, nel senso più comune del termine, significa occuparla per qualche giorno e restituirla intatta, se va bene. Noi partiamo da una domanda diversa: cosa succede se l'ospite, alla fine del soggiorno, non è semplicemente riposato, ma rigenerato?

È una domanda ambiziosa. Lo sappiamo. Ma è anche l'unica che vale la pena porsi, se si vuole costruire qualcosa che nel lusso non esiste ancora davvero.